Cosa offri?

Cosa offri?

Venerdì II Settimana di Pasqua
At 5,34-42   Sal 26   Gv 6,1-15

Oggi la liturgia ci introduce il discorso sul “Pane di vita” dell’evangelista Giovanni, che ci seguirà nei prossimi giorni.
Gesù alza gli occhi e vede la folla che ha bisogno di mangiare. I discepoli di fronte alla mancanza di pane per sfamare la folla rivolgono lo sguardo su loro stessi, sulle loro risorse, fanno calcoli… Ma Gesù, piuttosto che seguire la razionale analisi degli apostoli, sceglie di accogliere l’offerta un po’ folle di un ragazzo, giunta attraverso l’apostolo Andrea. Solo l’evangelista Giovanni parla di questo ragazzo, e dice che aveva il pane di orzo, che era il pane dei poveri, come nel miracolo di Eliseo (2Re 4,42).
Anche noi, spesso posti dinanzi all’immensità della fame con cui siamo confrontati, fame di pace, di giustizia, di dialogo, di verità, sentiamo che il “nostro pane” è povera cosa e sentiamo venir meno le nostre forze. Forse vorremmo che fosse solo il Signore ad occuparsene. Ma il Vangelo ci dice invece che sta a noi: anche se la sproporzione è immensa, sta a noi dare del nostro, affinché il Signore possa salvare l’umanità e mostrare un’altra sproporzione, quella del suo amore generoso.

Signore Gesù mettiamo nelle tue mani i nostri piccoli doni perché tu possa trasformarli come vuoi.

Dalla Regola non Bollata [FF 49]

E restituiamo al Signore Dio altissimo e sommo tutti i beni e riconosciamo che tutti i beni sono suoi e di tutti rendiamogli grazie, perché procedono tutti da Lui. E lo stesso altissimo e sommo, solo vero Dio abbia, e gli siano resi ed Egli stesso riceva tutti gli onori e la reverenza, tutte le lodi e tutte le benedizioni, ogni rendimento di grazia e ogni gloria, poiché suo è ogni bene ed Egli solo è buono.

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