“Diminuire” per amore, cioè “crescere”

"Diminuire" per amore, cioè "crescere"

Sabato, feria dopo l’Epifania
1Gv 5,14-21   Sal 149   Gv 3,22-30

Dal Vangelo che oggi ascoltiamo, possiamo conoscere meglio il Battista, quest’uomo così austero e appassionato. Possiamo gustare le sue parole piene di umiltà e di amore. Io devo diminuire, dice. È l’impegno del vero discepolo, che capisce qual è il momento di farsi da parte, di farsi ‘piccolo’ affinché il Figlio di Dio, il vero Sposo dell’umanità, sia conosciuto e amato. È così che Giovanni Battista realizza la sua piena vocazione e raggiunge la verità più profonda di sé stesso. Il diminuire per lasciare posto al Signore è l’atteggiamento di maturità e di amore del vero discepolo. Giovanni perde la sua vita perché si faccia strada il Mistero dell’amore di Dio tra gli uomini, perché la sposa incontri il suo Sposo.
Il Signore Gesù, lui stesso si fece carne nella piccolezza, spogliò sé stesso, affinché venisse a noi la misericordia del Padre. Non si può infatti amare senza perdere la vita, non esiste amore più grande che dare la vita per i propri amici.

L’amico è presente, ascolta ed esulta di gioia alla voce dello sposo!

Dalla Leggenda maggiore di San Bonaventura [FF 1022]
Questo araldo di Dio, degno di essere amato da Cristo, imitato da noi e ammirato dal mondo, è il servo di Dio Francesco (…) Ci conferma, poi, in essa, con la sua verità incontestabile, la testimonianza di quel sigillo che lo rese simile al Dio vivente, cioè a Cristo crocifisso. Sigillo che fu impresso nel suo corpo non dall’opera della natura o dall’abilità di un artefice, ma piuttosto dalla potenza meravigliosa dello Spirito del Dio vivo.

La Parola del giorno


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