“Tu seguimi”

“Tu seguimi”

Sabato VII Settimana di Pasqua
At 28,16-20.30-31  Sal 10      Gv 21,20-25

Pietro è il discepolo al quale Gesù ha affidato il compito di “pascere le sue pecore”, di guidare la Chiesa. Eppure la sua importanza fra i dodici non toglie che sia un altro dei discepoli, secondo gli studiosi Giovanni, ad essere detto “il discepolo che egli amava”, “quello che durante il banchetto si era poggiato al suo petto”. A entrambi Gesù ha detto “Tu seguimi”, ed entrambi, con il loro personale cammino di sequela e di testimonianza, hanno permesso che il Vangelo giungesse fino a noi. Anche noi possiamo essere tentati di pensare che la differenza di ruoli nella comunità indichi una differenza di valore. Anche noi siamo tentati, come Pietro, di spostare il nostro sguardo su chi ci sta vicino, per misurare chi sia più importante, perfino agli occhi di Dio. Quando accade, lasciamo risuonare dentro di noi la voce di Gesù che ci dice: “Tu seguimi”, riscoprendo la gratitudine per il dono di aver incontrato il Signore e di essere stati chiamati a seguirlo, ciascuno a suo modo, per la ricchezza di tutti.

Manda il Tuo Spirito, o Signore, perché ci ricordi tutto quello che tu ci hai detto.

Dal Testamento di Santa Chiara [FF 2823]
Tra gli altri benefici, che ricevemmo e ogni giorno riceviamo dal nostro Donatore, il Padre delle misericordie, per i quali dobbiamo maggiormente rendere grazie allo stesso glorioso Padre, c’è la nostra vocazione: e quanto più è grande e perfetta, tanto più a lui siamo obbligate […] Per noi il Figlio di Dio si è fatto via, e questa ci mostrò e insegnò con la parola e con l’esempio il beatissimo padre nostro Francesco, vero amante e imitatore di lui.

La Parola del Giorno


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