Le due città

Le due città

Sabato V Settimana di Pasqua
At 16,1-10 Sal 99 Gv 15,18-21
Santa Margherita da Cortona, memoria

Nei suoi Esercizi spirituali, Sant’Ignazio offre una meditazione chiamata “delle due città”. Nella prima città, seduto su un trono di fuoco, Lucifero manda i suoi emissari nel mondo a gettare reti e catene: ricchezza, onore, superbia. Nella seconda città, bella ed umile, il Signore Gesù invia i suoi messaggeri ad annunciare la somma povertà spirituale. È la povertà di spirito e il disprezzo di sé, che genera l’umiltà. Queste due città sono dentro di noi: di solito facciamo resistenza all’annuncio della seconda, che ci umilia e ci sconcerta. Lo stile della prima invece appare più attraente. Il male, infatti, sa lusingare con astuzia chi gli rivolge lo sguardo. Il mondo ama ciò che è suo, dice Gesù. Il mondo, nel vangelo di Giovanni, è quella superbia che si oppone deliberatamente al bene. Sempre ci lascia nell’amarezza e nel vuoto e, soprattutto, non dice mai la verità di noi stessi.

Signore, fa che non abbassi mai la guardia nella lotta contro il mio orgoglio. Solo così sarò vero, libero e felice.

Dalle Ammonizioni (FF 163)
Ci sono molti che, applicandosi insistentemente a preghiere e occupazioni, fanno molte astinenze e mortificazioni corporali, ma per una sola parola che sembri ingiuria verso la loro persona, o per qualche cosa che venga loro tolta, scandalizzati, tosto si irritano. Questi non sono poveri in spirito, poiché chi è veramente povero in spirito odia sé stesso e ama quelli che lo percuotono nella guancia.

La Parola del Giorno