Chiedere cose grandi

Venerdì XIII Settimana del Tempo Ordinario
2Re 25,1-12      Sal 136     Gv 29, 24-29
San Tommaso apostolo, festa

Davvero il Signore Gesù non vuole perdere nessuno di coloro che ama, che ha chiamato a sé. E non si dimentica di Tommaso, della sua assenza nel Cenacolo, dei suoi dubbi, della sua delusione, della sua paura. Ma non si dimentica nemmeno della sua fede schietta, la fede che ha vissuto nel rispondere al suo invito di seguirlo per le strade della Palestina. E ora? Per l’incredulità verso la testimonianza dei suoi fratelli, Tommaso chiede una cosa grande: vedere e toccare i segni della Passione. Gesù risponde al dubbio, che è anche desiderio di incontro. Appare all’apostolo insieme alla comunità, lo invita ad esaminare i segni dei chiodi e a gettare la mano nel suo costasto. Tommaso vede e non tocca, ma la sua appartenenza è confermata e può continuare a seguire Colui che è al primo posto nella sua vita. “Mio re e mio Dio”, è la radicata professione di fede che lo spingerà ad essere testimone missionario dell’Amore crocifisso e risorto.

Beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!”. Signore Gesù, a noi che ci nutriamo della Tua Parola e del Tuo Corpo, dona di essere degni testimoni della beatitudine promessa.

Lettera a tutti i chierici [FF 207] Sappiamo che non ci può essere il corpo se prima non è santificato dalla parola. Niente infatti possediamo e vediamo corporalmente in questo mondo dello stesso Altissimo, se non il corpo e il sangue, i nomi e le parole mediante le quali siamo stati creati e redenti “da morte a vita”.

La Parola del Giorno