La fede è servizio

La fede è servizio

Martedì XXXII Settimana del Tempo Ordinario
Tt 2,1-8.11-14   Sal 36   Lc 17,7-10
San Leone Magno, memoria

Gli apostoli hanno appena chiesto al Signore: “accresci in noi la fede” e lui risponde facendoli riflettere con una serie di domande relative al rapporto fra un servo e il suo padrone. Interessante: la fede, dice Gesù, ha che fare con il servizio. La fede infatti non è astratta e non è questione di quantità: è un atto di servizio. Gesù ci chiede di entrare in questa logica dei servi che non devono essere pagati, perché la ricompensa della fede è la fede stessa. È vivere la vita della fede, è lavorare per il regno del Signore che è già la nostra gioia. “Egli ha dato sé stesso per noi”, dice san Paolo nella prima lettura: è dare se stessi per gli altri che ci insegna a vivere nella grazia di Dio. È questo è il massimo della ricompensa.
Eppure noi spesso ci aspettiamo un’altra ricompensa, più ristretta, più attaccata a “mammona”: cioè all’immediato, alla gratificazione sensibile, al “pagamento”, magari affettivo, dei nostri atti di servizio.
La fede è servire, è vivere facendo le cose belle che Dio ci dà da fare e Lui, nella sua immensa bontà, ci darà anche tanto inatteso.

Concedici, o Padre, di osservare la tua Parola per rimanere nella grazia del servizio.

Dalle Ammonizioni [FF 152] Dice il Signore: “Non sono venuto per essere servito ma per servire”. Coloro che sono costituiti in autorità sopra gli altri, tanto devono gloriarsi di quell’ufficio prelatizio, quanto se fossero deputati all’ufficio di lavare i piedi ai fratelli. E quanto più si turbano se viene loro tolta la carica che se fosse loro tolto il servizio di lavare i piedi, tanto più mettono insieme per sé un tesoro fraudolento a pericolo della loro anima.