Ascoltare e fare

Ascoltare e fare

Giovedì I Settimana di Avvento
Is 26,1-6    Sal 117    Mt 7,21.24-27

Il discorso della Montagna si conclude con una serie di inviti ed esortazioni che ricordano l’urgenza di una scelta radicale.
Nel Vangelo di oggi la prima esortazione è avere una fede che non si preoccupa solo di invocare il nome Signore, ma che si esprime in un modo fondamentale: vivere nella volontà del Padre.
La seconda esortazione ci mette di fronte a una duplice prospettiva: una solidità felice o una caduta rovinosa.
La solidità felice, che è come casa costruita sulla roccia, si ha diventando persone sagge che sanno ascoltare e costruire.  L’impegno e la serietà nell’accogliere le “parole” si misurano nel fare: solo chi le mette in pratica con perseveranza mostra di dare ascolto e può vivere la solidità di una fede concreta, non formale. Invece, separare il dire dal fare, ci rende fragili e lontani da una vita legata saldamente al Signore. Questo modo di vivere è paragonato ad una caduta rovinosa.
L’Avvento sia perciò attesa operosa, vissuta tra ascolto e fare, per essere saldi e vivere nella volontà del Padre.

Signore Gesù, tu sei la roccia eterna, tu sei il Dio forte. Tu sei nostra forza e solidità!

Da Specchio di perfezione [FF 1730] Agli inizi della sua conversione il beato Francesco, con l’aiuto di Dio, da sapiente edificatore mise le fondamenta di sé stesso sopra salda roccia, vale a dire sulla grandissima umiltà e povertà del Figlio di Dio, chiamando la sua Religione Ordine dei frati minori, a motivo della massima umiltà.

La Parola del Giorno