In questa dimora porrò il mio nome

In questa dimora porrò il mio nome

Martedì V Settimana del Tempo Ordinario
1Re 8,22-23.27-30   Sal 83   Mc 7,1-13
San Paolo Miki e compagni martiri

Le abluzioni prima del pasto nascono come gesti rituali di gratitudine e rispetto per il cibo, dono di Dio. Nel tempo, però, erano mutati in convenzioni sterili e oppressivi: se non lo faccio, rendo impuro me stesso, il cibo e ciò che mi sta attorno. Ma soprattutto, il gesto rituale finisce spesso per prendere il posto delle intenzioni sincere. Salomone dice che Dio non abita una casa, neanche i cieli dei cieli possono contenerlo. Ma certo abita il cuore sincero di chi ama. Gesù continuamente esorta alla sincera ricerca del bene. Quali sono oggi per noi quegli atteggiamenti, pur buoni, che nel tempo hanno però perso la loro freschezza e autenticità?

Beato chi abita nella tua casa: senza fine canta le tue lodi.

Dalle Ammonizioni [FF 170] Beato quel religioso che non ha giocondità e letizia se non nelle santissime parole e opere del Signore e, mediante queste, conduce gli uomini all’amore di Dio con gaudio e letizia.

La Parola del Giorno