“L’occhio del Signore è su chi lo teme, su chi spera nel suo amore, per liberarlo dalla morte e nutrirlo in tempo di fame” (Sal 33,18-19)
Gesù sfama una folla, potrebbe farlo da solo ma chiede la generosità di chi lo segue. Viene acclamato re dalla gente, e fugge sul monte, lontano da tutti. I discepoli faticano a comprendere il loro maestro: i segni che compie sono grandi, perché poi non accetta di essere fatto grande, perché non accetta di essere fatto re?
L’agitarsi del vento e delle onde sembra riflettere questa fatica dei discepoli…dopo molto tempo che remano, sono ancora distanti dalla costa. Poi vedono Gesù, lo riconosco, ma hanno comunque paura. Gesù dice “Sono io, non temere” e quando desiderano e vogliono prenderlo con loro nella barca, quando si aprono alla fede in Gesù, così com’è, un nuovo prodigio: subito toccano terra.
Dalle Ammonizioni [FF 177]
Dove è quiete e meditazione, ivi non è affanno né dissipazione. Dove è il timore del Signore a custodire la sua casa, ivi il nemico non può trovare via d’entrata.



















