La morte è vinta

La morte è vinta

Giovedì V settimana di Quaresima
Gen 17,3-9   Sal 104   Gv 8,51-59

Gesù nel vangelo ricorda ai giudei increduli che “Abramo, vostro padre, esultò nella speranza di vedere il mio giorno; lo vide e fu pieno di gioia”.  Anche noi, in questa quaresima che ci mette così tanto alla prova, siamo chiamati a “vedere il giorno di Gesù”, cioè il giorno della risurrezione, della vittoria sulla morte.
Possiamo chiederci: dove, quando, Abramo vide la risurrezione?
Si rallegrò alla nascita di Isacco, dono di Dio e della fede in Lui: fu un’esperienza di risurrezione. Infatti, come dice san Paolo, “egli non vacillò nella fede, pur vedendo già come morto il proprio corpo (…) e morto il seno di Sara” (Rm 4,19).
Un altro segno nel quale Abramo anticipa l’annuncio della risurrezione è il sacrificio proprio di Isacco: scenderà dal monte vivo. È una prefigurazione imperfetta, perché Isacco non ha realmente vinto la morte. Ma qui Abramo ha potuto come “vedere” il giorno del reale sacrificio di Cristo, premessa della risurrezione a una vita piena, bella e perfetta.  Abramo ha gioito e goduto della rinnovata promessa di fecondità, dell’eredità eterna.

Dona, o Padre, a tutta l’umanità sofferente la fede di Abramo, dona di guardare alla croce del tuo Figlio per ricevere la tua promessa.

Dalla vita prima di Tommaso da Celano [FF 516]
Sembrava appena deposto dal patibolo, con le mani e i piedi trafitti dai chiodi e il lato destro ferito dalla lancia. Vedevano ancora la sua carne, che prima era bruna, risplendere ora di un bel candore, una bellezza sovrumana, che comprovava in lui il premio della beata resurrezione. Ammiravano infine il suo volto simile a quello di un angelo, quasi fosse vivo e non morto, e le altre sue membra divenute morbide e flessibili come quelle di un bimbo.

La Parola del Giorno