Martedì VII Settimana Tempo Ordinario
Gc 4,1-10 Sal 54 Mc 9,30-37
Il brano di Giacomo comincia con una buona domanda. Potremmo porla anche a noi stessi, per dissipare nel nostro cuore le tenebre dei rancori non risolti e gli scontenti che vi si annidano. Nella sua lettera c’è l’invito a percorrere il cammino di umiltà, radice e principio di ogni conversione. È un cammino difficile anche per i discepoli: mentre Gesù sta andando a dare la vita, loro discutono su chi sia il primo… Riconoscere e accettare la propria miseria è la chiave per accogliere e custodire anche quella altrui, e vivere fino in fondo il comandamento dell’amore. Gesù accetta di essere ultimo per Amore. Questa è la via del Vangelo.
Signore Gesù, donaci di saper riconoscere la superbia che abita in noi e di saperci fare umili, perché la Tua Grazia abiti in noi.
Dalle Ammonizioni [166]
Beato quel servo il quale non si inorgoglisce per il bene che il Signore dice e opera per mezzo di lui, più che per il bene che dice e opera per mezzo di un altro. Pecca l’uomo che vuol ricevere dal suo prossimo più di quanto non vuole dare di sé al Signore Dio.



















