“Lo sposo è con loro” (Mt 9,15)
Dire “sposo” vuol dire intimità, unione, gioia. Il significato teologico di Gesù Sposo si inserisce in un ampio contesto biblico e sacramentale. Esso esprime l’intimità, l’amore e la dedizione totale che Cristo ha per la sua Chiesa e per ogni singolo credente, invitato ad una relazione personale con lui, simile a quella di un matrimonio. Dire “Gesù sposo”, non dice solo una figura simbolica. Esprime un’alleanza vivente che si rinnova ogni giorno nella vita spirituale, lontana da regole e precetti, perché fondata solo su rispetto ed amore gratuito. È la novità che i farisei e i discepoli di Giovanni faticano ad accogliere. Nella vita spirituale è importante confrontarsi con la propria mentalità che può irrigidirsi attorno a precetti antichi. All’inizio della quaresima, la Parola di oggi ci dice che questo tempo “non va vissuto con spirito “vecchio”, quasi fosse un incombenza pesante e fastidiosa, ma con lo spirito nuovo di chi ha trovato in Gesù e nel suo mistero pasquale il senso della vita, e avverte che tutto ormai deve riferirsi a Lui” (Benedetto XVI).
Dalla Lettera terza ad Agnese di Boemia [FF 2887-2888]
Gioisci anche tu nel Signore sempre, o carissima. Non permettere che nessun’ombra di mestizia avvolga il tuo cuore, o signora in Cristo dilettissima, gioia degli Angeli e corona delle tue sorelle. Colloca i tuoi occhi davanti allo specchio dell’eternità, colloca la tua anima nello splendore della gloria, colloca il tuo cuore in Colui che è figura della divina sostanza, e trasformati interamente, per mezzo della contemplazione, nella immagine della divinità di Lui.



















