Rm 16,3-9.16.22-27 Sal 144 Lc 16,9-15
«Gesù Cristo da ricco che era, si è fatto povero per voi, perché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà» (2Cor 8,9)
Proseguendo sul tema della ricchezza, Gesù insiste: «Fatevi degli amici con la ricchezza disonesta», parlando poi di una ricchezza vera.
La ricchezza disonesta, in cui essere fedeli, è quella che riguarda i beni di questo mondo. Si tratta di una ricchezza disonesta perché illude di dare, a chi la possiede, benessere, sicurezza, vita. Il rischio della ricchezza è quello di attaccare il cuore a quanto si possiede. Ecco che allora la ricchezza da strumento diventa padrone della vita, finendo per “possedere” chi la possiede.
I beni, invece, vanno trafficati, usati, spesi per curare le relazioni, per farsi amici, per vivere in questa vita aprendosi a quella eterna. La vita che riceviamo da Dio, il suo amore e ogni suo dono di grazia, che restano in eterno, sono invece la ricchezza vera, “ricchezza nostra a sufficenza”.
Dalle Lettere di Santa Chiara ad Agnese di Boemia [FF 2864]
O beata povertà, che procura ricchezze eterne a chi l’ama e l’abbraccia! O santa povertà: a quanti la possiedono e la desiderano è promesso da Dio il regno dei cieli ed è senza dubbio concessa gloria eterna e vita beata!



















