“Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli” (Mt 11,25)
Sia Naamàn, nell’episodio del libro dei Re, che gli abitanti di Nazaret ricevono una risposta diversa da quella che stavano attendendo… o pretendendo. Naamàn si volta e se ne parte adirato. Gli abitanti di Nazaret si sdegnano e provano addirittura ad eliminare Gesù. L’insegnamento più bello oggi ci arriva dai piccoli, da chi di solito non ha rilevanza: i servi. La ragazza, a servizio della moglie di Naamàn, testimonia la fiducia nel profeta di Dio: sa con certezza che potrà guarire il suo signore. I servi che lo accompagnano, poi, si avvicinano a lui con benevolenza, se ne prendono cura e lo incoraggiano a tornare sui suoi passi. Così Naamàn guarisce. Queste persone semplici, che non avevano alcun potere sulla propria vita, diventano qui maestri di obbedienza e fiducia, ma anche di sapienza del cuore. Grazie a loro, Naamàn non solo ottiene la salute del corpo, ma soprattutto riconosce l’unico vero Dio. Diversa è l’esperienza dei Nazaretani che pagano a caro il prezzo la loro supponenza ed orgoglio: non riconoscono il Messia venuto in mezzo a loro.
Dalla Lettera a tutto l’Ordine [FF 216]
Inclinate l’orecchio del vostro cuore e obbedite alla voce del Figlio di Dio. Osservate con tutto il vostro cuore i suoi precetti e adempite perfettamente i suoi consigli. Lodatelo perché è buono ed esaltatelo nelle opere vostre, poiché per questo vi mandò nel mondo intero, affinché rendiate testimonianza alla voce di lui con la parola e con le opere e facciate conoscere a tutti che non c’è nessuno onnipotente eccetto lui. Perseverate nella disciplina e nella santa obbedienza, e adempite con proposito buono e fermo quelle cose che gli avete promesso. Il Signore Iddio si offre a noi come a figli.



















