“Dallo da mangiare alla gente. Poiché così dice il Signore: “Ne mangeranno e ne faranno avanzare”” (2Re 4,43)
Oggi la liturgia ci introduce il discorso sul “Pane di vita” dell’evangelista Giovanni, che proseguirà nei prossimi giorni.
Gesù alza gli occhi e vede la folla che ha bisogno di mangiare. I discepoli di fronte alla mancanza di pane per sfamare la folla rivolgono lo sguardo su loro stessi, sulle loro risorse, fanno calcoli… Ma Gesù, piuttosto che seguire la razionale analisi degli apostoli, sceglie di accogliere l’offerta sproporzionata e apparentemente folle di un ragazzo, giunta attraverso l’apostolo Andrea. Solo l’evangelista Giovanni parla di questo ragazzo, e dice che aveva il pane di orzo, che era il pane dei poveri, come nel miracolo di Eliseo (2Re 4,42). Il Signore sceglie sempre ciò che è piccolo e povero per salvare l’umanità, mostrando la vera sproporzione, quella del suo amore generoso.
Dalla Regola non Bollata [FF 49]
E restituiamo al Signore Dio altissimo e sommo tutti i beni e riconosciamo che tutti i beni sono suoi e di tutti rendiamogli grazie, perché procedono tutti da Lui. E lo stesso altissimo e sommo, solo vero Dio abbia, e gli siano resi ed Egli stesso riceva tutti gli onori e la reverenza, tutte le lodi e tutte le benedizioni, ogni rendimento di grazia e ogni gloria, poiché suo è ogni bene ed Egli solo è buono.



















