1Cor 15,12-20 Sal 16 Lc 8,1-3
Il vangelo di oggi ci racconta di alcune donne alla sequela di Gesù e della comunità degli apostoli. Donne diverse tra loro, con esperienze e provenienze molto differenti: una donna tentata e fragile, una ricca e con una posizione, una semplice donna del popolo e tante altre. Le accomuna l’aver incontrato il volto affidabile e vero del Signore ed essere state guarite interiormente, e per questo abilitate a vivere nella comunità. Queste donne ci insegnano che, quando incontriamo Gesù, siamo spinti a servire la comunità, generosamente, con gratuità, con ciò che siamo e che abbiamo. Ci mettiamo in gioco amando Lui e i fratelli, nella Chiesa.
Dalla Compilazione di Assisi [FF 1548]
Un giorno il beato Francesco fece chiamare i suoi compagni e disse: «Voi sapete come donna Jacopa dei Settesoli fu ed è molto fedele e affezionata a me e alla nostra Religione. Io credo che, se la informerete del mio stato di salute, lo riterrà come una grande grazia e consolazione. Fatele sapere, in particolare, che vi mandi, per confezionare una tonaca, del panno grezzo color cenere, del tipo di quello tessuto dai monaci cistercensi nei paesi d’oltremare. E mandi anche un po’ di quel dolce che era solita prepararmi quando soggiornavo a Roma» (…) Jacopa era una donna spirituale, vedova, devota a Dio, una delle più nobili e ricche signore di tutta Roma. Per i meriti e la predicazione del beato Francesco ella aveva avuto da Dio tanta grazia da sembrare quasi una seconda Maddalena, sempre piena di lacrime e di devozione e di amor di Dio.


















