Gb 9,1-12.14-16 Sal 87 Lc 9,57-62
San Girolamo, sacerdote e dottore della Chiesa
“Gesù cammina per la strada”. Pochi versetti prima, l’evangelista Luca ci spiega che proprio qui, per la strada, “prende la ferma decisione di mettersi in cammino per Gerusalemme” (9,51). Nei tre brevi incontri del vangelo non ci viene detto quali decisioni prenderanno i tre uomini dopo aver ascoltato le condizioni di Gesù. Forse Luca vuole porre l’accento proprio su queste. Le tane e i nidi sono luoghi caldi e sicuri, rifugi che danno sicurezza e che contrastano con la spogliazione radicale verso cui Gesù è incamminato. Chi lo segue è invitato a porsi nella medesima prospettiva, senza rimpianti. L’aratro è lo strumento che smuove il terreno e lo prepara ad una semina nuova. Ed è proprio la novità ciò che caratterizza l’invito di Gesù. Il discepolo guarda dritto avanti a sé, attratto da una novità che è anche bella, buona e vera. Già gioisce pensando al frutto abbondante: il suo lavoro umile prepara il terreno, la bontà di Dio lo renderà fecondo.
Dalla Compilazione di Assisi [FF 1582]
[…] Sull’esempio del Signore, non volle avere in questo mondo né casa né cella, e neanche voleva gli fossero edificate. Anzi, se gli sfuggiva la raccomandazione: “Preparatemi questa cella così”, dopo non ci voleva dimorare, in ossequio alla parola del Vangelo: Non vi preoccupate.



















