Es 23,20-30 Sal 90 Mt 18,1-5.10
Santi Angeli Custodi, memoria
Nel discorso ecclesiale di Matteo, Gesù insegna ai discepoli ad essere comunità, a volersi bene, a custodire i fratelli, soprattutto i più piccoli. Ricorre infatti tra loro la preoccupazione di chi sia il più grande. E Gesù compie un gesto simbolico, paradossale, incisivo. Per essere grandi bisogna essere piccoli: la scelta di un bambino è certo dettata dall’innocenza che questo richiama. Ma soprattutto dall’abbandono con cui si affida all’adulto. È proprio con questa fiducia smisurata che bisogna lasciare agire Dio dentro le vicende della propria esistenza. Nel Getsemani, Gesù vivrà questo stesso abbandono totale, pur nella lotta si affiderà con la stessa fiducia smisurata, sapendo che la volontà del Padre non può che essere sommo bene. E proprio nel Getsemani “appare un angelo dal cielo per confortarlo” (Lc 22,43). Gli angeli, che oggi celebriamo, ci aiutano e ci confortano nella lotta tra paura e fiducia, tra sospetto e abbandono in Dio, loro si fanno mediatori di questa divina volontà di bene.
Dalla Vita seconda di Tommaso da Celano [FF 785]
Venerava col più grande affetto gli angeli, che sono con noi sul campo di battaglia e con noi camminano in mezzo all’ombra della morte. Dobbiamo venerare, diceva, questi compagni che ci seguono ovunque e allo stesso modo invocarli come custodi.



















