Gal 1,13-24 Sal 138 Lc 10,38-42
“Cristo è la nostra pace” (Ef 2,14)
Gesù vive dell’ascolto del Padre e si mette a nostro servizio donando tutto sé stesso. Il Padre desidera farci conoscere il Figlio, e si compiace di questo – dice san Paolo – perché possiamo imparare ad amare e servire. L’icona di Marta e Maria ci ricorda che siamo invitati dal Padre a lasciarci lavorare dal silenzio e dall’ascolto della Parola. Siamo poi chiamati ad assumere tutte le gioie e i dolori dei fratelli, riconoscendo Gesù Cristo che vive e muore in quel Corpo per cui dà la vita, e per cui anche a noi viene chiesto di dare la vita. Maria ci ricorda “come” amare: con concretezza, essenzialità e calma. Solo la passione per Gesù, senza il quale non possiamo far nulla, ci libera da agitazione e affanni inutili. “Dio” dice Papa Leone “chiama Marta a qualcosa di più bello della stessa generosità: uscire da sé. Solo questo fa fiorire la nostra vita: aprirci a qualcosa che ci distoglie da noi stessi e nello stesso tempo ci riempie”.
Dalla Vita Prima di Tommaso da Celano [FF 357]
In ogni suo sermone, prima di comunicare la parola di Dio al popolo, augurava la pace, dicendo: “Il Signore vi dia la pace!”. Questa pace egli annunciava sempre sinceramente a uomini e donne, a tutti quanti incontrava o venivano a lui. In questo modo otteneva spesso, con la grazia del Signore, di indurre i nemici della pace e della propria salvezza, a diventare essi stessi figli della pace e desiderosi della salvezza eterna.



















