“Togliete via il lievito vecchio, per essere pasta nuova” (1Cor 5,7)
Dopo aver affrontato la chiusura dei farisei, Gesù incontra quella dei suoi discepoli che discutono del pane, cioè delle preoccupazioni materiali. Stanno perdendo la pace e la comunione tra loro, perché si sono lasciati “impastare” dal lievito sbagliato, cioè dall’ipocrisia e dalla corruzione. Sono abbagliati da false promesse di gioia e di pienezza. Così non si accorgono che sulla loro barca c’è il solo, unico vero Pane, Gesù, capace di provvedere ad ogni “fame”. San Paolo ci aiuta a capire il significato di questo “lievito”, quando scrive che la pienezza di vita non è nel lievito vecchio, quello di malizia e di perversità, ma negli azzimi di sincerità e di verità (1Cor 5,8). Il pane azzimo ci ricorda la Pasqua del Signore, vittoria su ogni malizia ed ogni morte.
Dalle Lodi di Dio Altissimo [FF 261]
Tu sei amore e carità, Tu sei sapienza, Tu sei umiltà […].
Tu sei la nostra speranza,
Tu sei giustizia e temperanza,
Tu sei tutto, ricchezza nostra a sufficienza.



















