Ef 4,1-7.11-13 Sal 18 Mt 9,9-13
San Matteo, apostolo ed evangelista, festa
Il Signore Gesù è venuto a mostrarci il volto di Dio, che, come dice san Paolo, è «Padre di tutti, è al di sopra di tutti, opera per mezzo di tutti ed è presente in tutti». Nella mente del Padre noi non siamo divisi in giusti o peccatori, sani o malati, belli o brutti, obbedienti o disgraziati. Nel cuore di Dio noi siamo tutti figli, a ciascuno dei quali il Padre riserva uno sguardo d’amore particolare. In ciascuno di noi Lui è presente e vuole, attraverso ciascuno, farsi presente per tutti gli uomini. Tutti siamo chiamati a vivere con Dio una relazione di figli amati. Questa comune origine è ciò che ci unisce gli uni agli altri, ciò che ci permette di creare legami di comunione e di essere strumento perché altri incontrino il volto buono del Padre. “Gesù vide un uomo”… La chiamata di Matteo ci insegna che questo sguardo si posa su ciascuno di noi, sempre, e ci rende consapevoli di essere figli…amati, chiamati, inviati.
Dall’Orazione sul «Padre nostro» [FF 266.268-269]
O santissimo Padre nostro […] Sia santificato il tuo nome: si faccia luminosa in noi la conoscenza di te, perché possiamo conoscere qual è l’ampiezza dei tuoi benefici, l’estensione delle tue promesse, la sublimità della tua maestà e la profondità dei tuoi giudizi. Venga il tuo regno: affinché tu regni in noi per mezzo della grazia e ci faccia giungere nel tuo regno, dove la visione di te è senza veli, l’amore di te è perfetto, la comunione con te è beata, il godimento di te senza fine.



















