Pr 21,1-6.10-13 Sal 118 Lc 8,19-21
“Guidami Signore sul sentiero dei tuoi comandi, perché in essi è la mia felicità” (Sal 118)
Oggi la Parola ci regala un’immagine preziosa e consolante: “il cuore del re è un corso d’acqua in mano al Signore” (Pr 21,1). Un primo aspetto di questa parola è che siamo “re”. Agli occhi di Dio abbiamo un grande valore, una dignità che ci rende anche responsabili del bene di altri. Il secondo aspetto ci fa chiedere: qual è oggi il corso d’acqua del mio cuore? Nelle mani di chi/cosa mi affido? Cosa sostiene e orienta le mie scelte, le mie relazioni? Perché, se da una parte è bello sapere che siamo cuori preziosi nelle mani buone di Dio, dall’altra vediamo quanto spesso ce ne allontaniamo, illudendo o ingannando noi stessi: “agli occhi dell’uomo ogni sua via sembra diritta”. Possiamo infatti cercare successi effimeri, metterci al centro di tutto e chiudere l’orecchio al bisogno altrui… Tutto questo peccato può perfino diventare l’illusione di una lucerna (cfr Pr 21,4). Cioè, non siamo in grado da soli di scrutare il nostro cuore fino in fondo e dirci la verità. Gesù nel vangelo è chiaro: il “corso d’acqua” che dà la vita è l’ascolto del grido del povero e della Parola di Dio. Se il cuore rimane attento a questa voce, avremo la gioia di essere madre e fratelli del Signore Gesù.
Dalla vita Prima di Tommaso da Celano [FF 475]
Simile a un fiume del Paradiso, il nuovo evangelista di questo ultimo tempo, ha diffuso con amorosa cura le acque del Vangelo per il mondo intero, e con le opere ha additato la via e la vera dottrina del Figlio di Dio. Così in lui e per suo merito, il mondo ritrovò una nuova giovinezza e una insperata esultanza, e il virgulto dell’antica religione ha subito rinnovato rami, che erano ormai vecchi e decrepiti.



















