“Voi siete la luce del mondo” (Mt 5,14)
I farisei sono chiamati ad essere guide e modelli per il popolo. Per questo Gesù è così esigente. Per risvegliarli dall’inganno di cui sono schiavi, proclama tre “guai”. Il primo condanna la preoccupazione sui cavilli della legge, lasciando da parte la giustizia e l’amore di Dio. Il secondo “guai” interpreta il primo: all’amore di Dio, i farisei hanno sostituito la ricerca di sé stessi e la vanagloria. Il terzo “guai”, rivolto ai dottori della Legge, denuncia l’abuso di potere nei confronti dei più fragili, schiacciati da “pesi insopportabili”, che invece le guide rifiutano del tutto. Sono atteggiamenti che riassumono il male dell’uomo. E, come il bene e l’amore di Dio fanno vivere, così il male immerge nella morte anche coloro che sembrano vivi. La gente ignara calpesta i loro sepolcri, rendendosi così impura. Dunque, Gesù dice che l’ipocrisia e l’egoismo – sempre in agguato in ogni cuore – contaminano l’uomo e chi gli è vicino. Proprio come il bene, che è diffusivo e “fa luce a tutti quelli che sono nella casa” (Mt 5,15).
Dalle Laudi e Preghiere [FF 276]
O alto e glorioso Dio,
illumina le tenebre de lo core mio.
E damme fede diritta,
speranza certa e carità perfetta,
senno e cognoscimento, Signore,
che faccia lo tuo santo e verace comandamento.
Amen.


















