Gal 4,22-24.26-27.31;5,1 Sal 112 Lc 11,29-32
“Cristo ci ha liberati per la libertà” (Gal 5,1)
Il “segno di Giona”, nel vangelo di Matteo, collega il segno dei tre giorni del profeta nel ventre del pesce, con i tre giorni del Figlio dell’uomo nel grembo della terra. Luca invece fa riferimento alla predicazione di Giona: essa per i Niniviti fu motivo di salvezza. Poiché alle parole di Giona si convertirono, il Signore ritirò la minaccia di distruggere la città. Gesù è venuto ad annunciare la buona notizia: siamo amati e siamo salvati. Questo annuncio non è però fatto di segni o frasi comode per chi si crede nel giusto. Il vangelo sempre provoca, scomoda, chiama alla conversione. Perché l’uomo ha sempre bisogno di rimettere al centro il Signore e la sua Sapienza. Chiediamo al Signore di liberarci dalla presunzione di sentirci sapienti, giusti, meritevoli di segni. Chiediamo il dono di un cuore umile, grato, pronto a lasciarsi toccare e purificare dalla sua Parola.
Dalle Ammonizioni [FF 173]
Beato il servo che viene trovato così umile tra i suoi sudditi come quando fosse tra i suoi padroni. Beato il servo che si mantiene sempre sotto la verga della correzione. È servo fedele e prudente colui che di tutte le sue mancanze non tarda a punirsi, interiormente per mezzo della contrizione ed esteriormente con la confessione e con la soddisfazione delle opere.


















