«Guardatevi bene dal lievito dei farisei, che è l’ipocrisia» (Lc 12,1)
L’ipocrisia è l’eccessiva preoccupazione di mostrare un’apparenza positiva, che invece nasconde incoerenza, giudizio verso gli altri, vanagloria, tornaconto personale. Gesù è severo su questo, perché sa che nella vita dello spirito la verità viene alla luce: “non c’è nulla di nascosto che non sarà svelato”. Quando l’uomo si sa amato incondizionatamente, si libera anche da tante paure, dal doversi mostrare accettabile e amabile. Perché è già amato e accettato profondamente. Il Signore veglia su ciascuno di noi, ci difende dal male e anche dall’immagine falsa che abbiamo di noi stessi. Attraverso l’immagine dei piccoli passeri e perfino di capelli contati uno ad uno, siamo rassicurati sulla cura e la conoscenza che il Padre ha di ciascuno. Su questa promessa è possibile poggiarsi con sicurezza, fare scelte di bene, trarre forza e confidare nei momenti di fatica. La strada da percorrere è “affondare le radici della nostra fede e della nostra missione in un intenso rapporto con il Signore Gesù” (EG 8).
Dalle Ammonizioni [FF 169]
Beato il servo il quale non si ritiene migliore, quando viene magnificato ed esaltato dagli uomini, di quando è ritenuto vile, semplice e spregevole, poiché quanto l’uomo vale davanti a Dio, tanto vale e non di più.

















