“Mangerete l’agnello con i fianchi cinti, i sandali ai piedi, il bastone in mano; lo mangerete in fretta. È la Pasqua del Signore!” (Es 12,11)
Siate pronti con le vesti strette ai fianchi: una bellissima immagine che invita a vivere in pienezza il momento presente. Evoca il racconto della Pasqua nel libro dell’Esodo (cfr. 12,11): un gesto – alla lettera “con le reni cinte” – che allude ad un cammino spedito, senza intralcio, pronto all’ascolto attento e al servizio generoso. Ma c’è di più: quando il padrone del vangelo arriva e bussa, c’è un capovolgimento inaspettato. Invece di ricevere accoglienza e onori, lui stesso si stringerà le vesti ai fianchi e servirà i suoi domestici. È qui anticipato il gesto d’amore che il Signore compirà lavando i piedi ai discepoli. Allora vivere pienamente il presente è cogliervi la promessa di eternità, nella libertà di donare la vita, come Gesù. Vivere pienamente il tempo presente è curare un’intensità di relazione con il Signore e servire i fratelli con cuore libero e gratuito. Una prontezza che si alimenta con la preghiera.
Dalla Vita seconda di Tommaso da Celano[FF 743]
«Ho invocato il Signore – disse Francesco – perché si degnasse indicarmi quando sono suo servo e quando no. Perché non vorrei essere altro che suo servo. E il Signore, nella sua immensa benevolenza e degnazione, mi ha risposto ora: “Riconosciti mio servo veramente, quando pensi, dici, agisci santamente”. Per questo vi ho chiamati, fratelli, perché voglio arrossire davanti a voi, se a volte avrò mancato in queste tre cose».



















