Ef 6,10-20 Sal 143 Lc 13,31-35
“Signore, mio Dio, mia rupe, in cui trovo riparo” (Sal 18,3)
Gesù manda ad Erode la sua risposta profetica e schietta. La volpe aggredisce la sua preda di notte; la sua forza è l’astuzia, che usa per ottenere ciò che vuole. Poi Gesù parla a Gerusalemme, le rivolge parole accorate, la vuol fare ragionare, come si fa con una persona che si fa del male. La chioccia, a cui il Signore si paragona, è la gallina che cova i pulcini: una creatura totalmente occupata a radunare, nutrire, proteggere… Pur non essendo aggressiva, tira fuori, come ogni mamma, una forza straordinaria quando si tratta di difendere i suoi piccoli. Gesù non ascolta i farisei che gli consigliano di scappare – “parti e vattene” – ma continua il suo viaggio verso Gerusalemme, dove donerà la sua vita. Lasciamoci vincere da questo amore pieno di compassione e di coraggio, sentiamolo rivolto a noi personalmente.
Dalla lettera di Santa Chiara alla Beata Agnese di Praga [FF 2875]
Memore del tuo proposito, come una seconda Rachele sempre vedendo il tuo principio, ciò che hai ottenuto tienilo stretto, ciò che stai facendo fallo e non lasciarlo, ma con corsa veloce, passo leggero, senza inciampi ai piedi, così che i tuoi passi nemmeno raccolgano la polvere, sicura, nel gaudio e alacre avanza cautamente sul sentiero della beatitudine.
















