«Il mio popolo è duro a convertirsi: chiamato a guardare in alto, nessuno sa sollevare lo sguardo» (Os 11,7).
«La donna era curva e non riusciva in alcun modo a stare dritta». Il peccato è tutto ciò che ci curva, ci ripiega su noi stessi, ci impedisce di sollevare lo sguardo. A ben guardare, anche i capi della sinagoga, gli scribi e i farisei, per i quali Gesù ha parole forti, erano curvi e non riuscivano in alcun modo a stare diritti. Sono chiusi nei loro schemi e ripiegati su se stessi. Ma soprattutto incapaci di guardare in alto, di riconoscere in Gesù il Messia inviato da Dio. Il segno che la vita si sta “incurvando”, è l’essere sempre meno sensibili alla vita dell’altro, fino a divenire incapaci di gioire per il suo bene. Il Signore continua a offrirci la Sua misericordia, perché possiamo tornare a sollevare lo sguardo e riconoscere quello amorevole del Padre che è già rivolto verso di noi.
Dalla Lettera ai fedeli [FF 203]
Tutti coloro che non vivono nella penitenza […] e praticano vizi e peccati, e camminano dietro la cattiva concupiscenza e i cattivi desideri […] costoro sono ciechi, poiché non vedono la vera luce, il Signore nostro Gesù Cristo.


















