Sotto quale sguardo?

Sotto quale sguardo?

Mercoledì delle Ceneri
Gl 2,12-18    Sal 50    2Cor 5,20 -6,2    Mt 6,1-6.16-18

Nel Vangelo di oggi ascoltiamo spesso il verbo “vedere”. A volte cerchiamo lo sguardo benevolo, misericordioso e veritiero del Padre; a volte attendiamo quello effimero e sfuggevole degli uomini. Tutti abbiamo bisogno di essere visti, di essere conosciuti e riconosciuti, di sentirci vivi ed in relazione con un altro. Ma a volte questo desiderio ci confonde. Lo sguardo da cercare spesso è quello del Padre, l’unico che, sempre, ci conosce e riconosce, ci restituisce amore e verità, dignità e stima profonda.
Sono tre le pratiche che la Chiesa ci consegna in questo tempo di conversione: l’elemosina, la preghiera, il digiuno. Resteranno pratiche esteriori di nessun valore, se vissute sotto lo sguardo degli uomini. Ma diverranno potenti segni d’amore capaci di cambiare il cuore, se vissuti e custoditi sotto lo sguardo bello e sicuro del Padre.

Padre buono, tu solo vedi nel segreto.

Dalla Vita seconda di Tommaso da Celano [FF 796]
Mentre si trovava presso San Damiano, il Padre fu supplicato più volte dal suo vicario di esporre alle sue figlie la parola di Dio e, alla fine, vinto da tanta insistenza, accettò. Quando furono riunite come di consueto per ascoltare la parola del Signore, ma anche per vedere il Padre, Francesco […] con la cenere, fece un cerchio sul pavimento tutto attorno alla sua persona, ed il resto se lo pose sul capo. Le religiose aspettavano e, al vedere il Padre immobile e in silenzio dentro al cerchio di cenere, sentivano l’animo invaso dallo stupore. Quando, ad un tratto, il Santo si alzò e nella sorpresa generale in luogo del discorso recitò il salmo Miserere. E appena finito, se ne andò rapidamente fuori.

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