Moltiplica l’amore

Moltiplica l'amore

Martedì  III Settimana di Quaresima
Dn 3,25.34-43   Sal 24   Mt 18,21-35

Matteo è l’evangelista che, più degli altri, dedica attenzione al tema del perdono. Oggi ci presenta Gesù che indica la necessità del confronto con il fratello che ha peccato e la necessità di ricomporre il dissidio all’interno della comunità.
La legislazione rabbinica concedeva un massimo di tre volte per il perdono. Pietro pensa di esagerare, raddoppia, e dice: «Fino a sette volte?», come se il perdono, pur abbondante, avesse prima o poi un limite. Gesù, invece, con l’espressione “settanta volte sette”, non sta indicando tanto la quantità del perdono (illimitato), ma piuttosto la sua qualità (incondizionato).
Dio non dice: “Siccome io ti perdono, tu mi devi amare”, cioè una dinamica di restituzione immediata. Al contrario Dio dice: “Io ti perdono, tu perdona. Io ti dono amore, tu dona amore”. È una logica inaspettata: noi, di solito, quando perdoniamo, ci attendiamo un ritorno positivo nella relazione.  Mentre qui il perdono che Dio offre è un perdono che si dà all’altro perché l’altro impari a sua volta come si ama.

Perdoniamo del perdono che noi per primi abbiamo ricevuto: poni nel nostro cuore, o Padre, il desiderio di essere perdonati e il gusto della gioia umile che lo domanda.

Dalla Lettera a un Ministro [FF 166]
Pecca l’uomo che vuol ricevere dal suo prossimo più di quanto non vuole dare di sé al Signore Dio.

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