La forza della mitezza

La forza della mitezza

Mercoledì, feria propria del 18 dicembre
Ger 23,5-8    Sal 71    Mt 1,18-24

Geremia dice che il Signore non solo ha fatto uscire gli Israeliti dalla schiavitù. Ha fatto molto di più: li ha radunati e ricondotti nella loro terra, un luogo sicuro dove dimorare. La terra è tutto: radici, sicurezza, identità. È il premio che Dio promette a coloro che si affidano totalmente a Lui. Gesù infatti dice che i miti erediteranno la terra (cfr. Mt 5,5). Anche Giuseppe diventa erede di una promessa, perché si affida totalmente a Dio. Ci sorprende la sua mitezza. Tutt’altro che debole resa, la sua fiducia in Dio lo rende forte, generoso, responsabile: si assume dei rischi, per amore di Maria, per amore di Dio, per amore dell’umanità intera. Anche del nostro. Proprio come la sua sposa, dà il suo assenso, pronuncia il suo . Diventa anche lui docile strumento del misterioso piano d’amore del Padre. Matteo usa pochissime parole per chiudere l’episodio: “fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa”. Qualcosa di semplicissimo …eppure di immenso.

Padre buono, dona anche a noi la forza della docilità e la disponibilità ad accogliere il tuo piano di amore.

Dalla Leggenda maggiore di san Bonaventura [FF 1134.1135]
La vera pietà, che è utile a tutto, aveva riempito il cuore di Francesco, compenetrandolo così intimamente da sembrare che dominasse totalmente la personalità di quell’uomo di Dio. In questo ufficio della pietà (…) dettato da carità perfetta, ci si affatica più con l’esempio che con la parola, più con le lacrime della preghiera che con la loquacità dei discorsi.

La Parola del Giorno