Rimanere nella carità

Rimanere nella carità

Giovedì V Settimana di Pasqua
At 1,15-17.20-26 Sal 112 Gv 15,9-17
San Mattia, festa

La festa di oggi e la Parola che la celebra ci offrono la prospettiva del “rimanere”, dell’aderire all’amore e alla volontà di Dio.
Il rimanere e il dimorare hanno come due movimenti. Il primo è di Gesù che si offre a noi come una dimora stabile, accogliente e fedele. Lui è la roccia, il punto di riferimento. Lui è sempre pronto ad aprire la porta, non ritira mai la sua fedeltà. Stabilità, accoglienza e fedeltà ci dicono che possiamo contare sul Signore. È Lui colui che “rimane” per primo e, rendendoci partecipi della sua carità, rende possibile il nostro radicarci in Lui.
Il secondo movimento è dunque quello della nostra libertà di amare. Il Signore rende possibile, se noi accogliamo il comandamento dell’amore, un serio progetto di carità nella nostra vita, sapendo che sarà un cammino sempre abbastanza lento, dove mai si finisce di imparare.
Ed è anche un cammino nel quale il Signore ci sostiene e ci sorprende facendoci dono di una chiamata sempre nuova, come è stato per Mattia.

Signore Gesù illumina il tuo progetto di carità “per me”.

Dalla Lettera ai Fedeli [FF 199-200] Mai dobbiamo desiderare di essere sopra gli altri, ma anzi dobbiamo essere servi e soggetti ad ogni umana creatura per amore di Dio. E tutti quelli e quelle che si diporteranno in questo modo, fino a quando faranno tali cose e persevereranno in esse sino alla fine, riposerà su di essi lo Spirito del Signore, ed egli ne farà sua abitazione e dimora. E saranno figli del Padre celeste, di cui fanno le opere, e sono sposi, fratelli e madri del Signore nostro Gesù Cristo.

La Parola del Giorno