I nostri piedi nelle sue orme

I nostri piedi nelle sue orme

Mercoledì XIV Settimana del Tempo Ordinario
Os 10,1-3.7-8.12   Sal 104   Mt 10,1-7
Sant’Antonino Fantosati, Santi Gregorio Grassi e Compagni, Martiri

Gesù dà ai discepoli il potere sugli spiriti impuri e su ogni infermità. Ma la loro esperienza di sequela è solo all’inizio: servirà tempo. Vedranno Gesù camminare tra la gente, avvicinarsi al dolore, combattere il male. Lo sentiranno annunciare il regno, esortare al perdono, dialogare con il Padre suo. Ognuno di loro imparerà a conoscere la bontà di Gesù, la sua forza. Ma s’imbatteranno anche nei propri egoismi e miserie. Il potere di cui i discepoli sono investiti, non è una magia. Avranno bisogno di stare con il Signore, affinché questo potere ricevuto si esprima in pienezza e porti frutto. Comprenderanno tutta la responsabilità e la bellezza di questo dono, solo mettendo ogni giorno i piedi nelle orme del Maestro. Contempleranno la sua vita totalmente donata per amore. Lo vedranno andare, come agnello mansueto, verso l’annientamento della Croce. E poi trionfare sulla morte e salire verso il Padre. Allora saranno veramente pronti a partire, certi che Gesù sarà con loro tutti i giorni, fino alla fine del mondo (cfr. 28,20).

“Seminate per voi secondo giustizia e mieterete secondo bontà;
dissodatevi un campo nuovo, perché è tempo di cercare il Signore” (Os 10,12).

Dalla Vita seconda di Tommaso da Celano [FF 601] [Bernardo e Francesco] leggono: “Chi vuol venire dietro a me, rinneghi sé stesso”. Senza indugio Bernardo eseguì tutto e non tralasciò neppure un iota. Molti altri, in breve tempo, si liberarono dalle mordacissime cure del mondo e, sotto la guida di Francesco, ritornarono all’infinito bene nella patria vera. Ma sarebbe troppo lungo dire come ciascuno abbia raggiunto il premio della chiamata divina.