#comeGesù Palme

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Domenica delle Palme – Mc 14,1 -15,47

Quando fu mezzogiorno, si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio. Alle tre, Gesù gridò a gran voce: «Eloì, Eloì, lemà sabactàni?», che significa: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?». Udendo questo, alcuni dei presenti dicevano: «Ecco, chiama Elia!». Uno corse a inzuppare di aceto una spugna, la fissò su una canna e gli dava da bere, dicendo: «Aspettate, vediamo se viene Elia a farlo scendere». Ma Gesù, dando un forte grido, spirò. Il velo del tempio si squarciò in due, da cima a fondo. Il centurione, che si trovava di fronte a lui, avendolo visto spirare in quel modo, disse: «Davvero quest’uomo era Figlio di Dio!».

GESÙ, COM’È QUEL TUO MODO ECCESSIVO DI AMARE?

La Passione di Gesù dice che ognuno di noi è amato personalmente e fino alla fine.

Dobbiamo dircelo: l’amore di Dio è così eccessivo rispetto alla nostra capacità di amare che la nostra comprensione della Passione di Gesù per noi non è proporzionata. Non comprendiamo fino in fondo, è troppo umile.

Per questo forse avvertiamo la necessità di rimanere in silenzio. L’unico atteggiamento autentico davanti alla Passione di Gesù è quello di metterci in ginocchio e di aprire umilmente il nostro cuore.

 

∗ Facciamo come il centurione: Lo ha visto morire IN QUEL MODO. Cosa ha visto?

 

☀ Un Dio che ama da morire, da morirci. È un fatto reale, non un romantico pensiero. Vediamo il mistero di DIO CHE DONA TUTTO SE STESSO, PER NOI. Amore puro.

☀ Ha visto il capovolgimento del mondo: Gesù è solo, si sente abbandonato anche dal Padre, ha vicino coloro che lo odiano e lo stanno isolando da chi lo ama (che può seguirlo solo da lontano). Ma, proprio L’EVENTO DI PIÙ PROFONDA SOLITUDINE PER GESÙ, DIVIENE L’EVENTO DI PIÙ PROFONDA COMUNIONE che il mondo abbia mai sperimentato.

TUTTO SI RACCOGLIE IN GESÙ CROCIFISSO: le nostre paure e ansie, i nostri peccati, le nostre solitudini e divisioni, interiori e relazionali. Lui se ne fa carico e tutto riconcilia: ogni cosa di noi è raggiunta dal suo amore. Se ci lasciamo attirare, cambierà il nostro modo di pensare, cambieranno le nostre relazioni… conosceremo la comunione e la pacifica luce del Risorto che illumina ogni evento.

 

Con Francesco d’Assisi

San Francesco, uomo della gioia del Vangelo, un giorno stava “solitario nei pressi della chiesa di Santa Maria della Porziuncola, piangendo e lamentandosi a voce alta”. Un uomo, vedendolo, si preoccupò e gli chiese come mai piangesse. “Piango la passione del mio Signore. Per amore di lui non dovrei vergognarmi di andare gemendo ad alta voce per tutto il mondo” [FF 1413].
Fu questa la sua risposta! La sua gioia nasceva dall’aver incontrato l’amore di Dio, un amore così appassionato che si è fatto umile, piccolo… che è andato tanto in basso che di più non si poteva [FF 221]. Come non commuoversi! Per San Francesco conoscere il Signore come appassionato di lui e di ogni creatura era l’unico motivo di vera e incrollabile letizia. Questa Passione di Gesù egli l’ha conosciuta per un dono di grazia, certamente, ma anche grazie alle sue decisioni decise e concrete di amare, di scegliere l’ultimo posto, di voler diventare amante di tutti, in tono minore, proprio come Gesù.

 

«O Signore mio Gesù Cristo, due grazie ti prego che tu mi faccia prima che io muoia:
la prima, che in vita mia io senta nell’anima e nel corpo mio,
quanto è possibile, quel dolore che tu, dolce Gesù,
sostenesti nella ora della tua acerbissima passione;
la seconda è ch’io senta nel cuore mio, quanto è possibile,
quell’eccessivo amore del quale tu, Figlio di Dio,
eri acceso a sostenere volentieri tanta passione per noi peccatori».

[San Francesco, FF 1919]

 

Lasciamoci attirare da “quel modo” di amare di Gesù sulla Croce.

 

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