Com’è piccolo… il mondo

Com’è piccolo… il mondo

Sabato   V Settimana di Pasqua
At 16,1-10     Sal 99    Gv 15,18-21

Quando Giovanni parla di “mondo”, intende sempre quella supponenza e superbia dell’uomo che si oppone decisamente a Dio e al bene. Quando ci insuperbiamo, mostriamo un’immagine molto alta di noi stessi, volendo apparire migliore degli altri. Ma prima o poi dobbiamo arrenderci all’evidenza: siamo tutti piccoli e fragili. Sant’Ignazio, negli esercizi spirituali, parla di “due città”, una dominata dal male e l’altra dal bene. Nella prima si esalta la ricchezza, l’onore, la superbia. La seconda è invece la città bella ed umile dove il Signore Gesù propone ai suoi la povertà di spirito. Queste due città sono dentro di noi, dialogando e lottando. L’onore, certo, ci attrae e ci lusinga. Ma – dice Ignazio – lo fa con reti e catene. Cioè con inganni che ci legano e ci invischiano. La città “bella ed umile” invece, ci muove pian piano all’umiltà, perché dice la verità di noi stessi. E qual è la verità? Che Dio è nostro Padre e nostro Creatore, e noi siamo tutti fratelli, e figli infinitamente amati.

Signore, donami forza e determinazione nella mia lotta contro il male.

Dalle Ammonizioni (FF 169)
Beato il servo il quale non si ritiene migliore, quando viene magnificato ed esaltato dagli uomini, di quando è ritenuto vile, semplice e spregevole, poiché quanto l’uomo vale davanti a Dio, tanto vale e non di più. Guai a quel religioso che dagli altri è posto in alto, e per sua volontà non vuole discendere. E beato quel servo che non viene posto in alto di sua volontà e sempre desidera stare sotto i piedi degli altri.

La Parola del Giorno