#comeGesù Ascensione

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ASCENSIONE DEL SIGNORE – Mc 16,15-20

In alto i vostri cuori

«Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato. Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno». Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio.

GESÙ, COME TI AVVICINI MENTRE TI ALLONTANI?

Gesù va via dalla terra e la Chiesa festeggia la sua Ascensione. È una festa strana…. San Luca ci dice che i discepoli erano pieni di gioia dopo che il Signore si era allontanato definitivamente da loro [24,52]. Noi ci aspetteremmo il contrario. Pensiamo alle nostre esperienze di separazione…

Perché rende felici l’assenza di Gesù? È un mistero nel quale possiamo entrare solo con la fede [ne basta un granello!] per poter riconoscere che ciò che appare non è ciò che accade veramente.

Gesù, presso il Padre, non si trova più in un singolo posto del mondo: è presente accanto a tutti ed invocabile da tutti. Agisce con i suoi discepoli in tutti i luoghi e in tutti gli eventi della storia.
Gesù, nel cuore del Padre, non smette mai di pregare per noi e distribuisce doni agli uomini.
Gesù, ascendendo anche con il suo corpo, primo uomo che sale al cielo, apre la via per il compimento della nostra umanità, elevata nel cuore del mistero di Dio.
Gesù, tornando al Padre, diventa intimo nel cuore di ogni uomo in modo inaspettato, del tutto nuovo e concreto, con la forza dello Spirito Santo.
Gesù, sedendo alla destra del Padre, prepara un posto a ciascuno e attrae a sé tutto di noi.

 Insomma: questa festa strana è festa potente perché dice che
GESÙ, NEL SUO CORPO CONCRETO, LO TROVI NELLA VITA.
Come cercarlo?

Gesù disceso e fatto uomo, che risorto ascende al Cielo, consegna anche a noi dei MOVIMENTI da fare.
Verso il Padre: lo sguardo verso il Cielo è necessario per riconoscere e ricevere la bellezza dell’amore puro. Ma è un sguardo autentico solo nel momento in cui ci muove verso gli altri, verso l’incontro con i fratelli e le sorelle che attendono una parola buona, rispettosa anche quando corregge. «Andate», dice Gesù, annunciate che siete amati senza misura. «Andate»! Si, perché l’altro è il segno, è il “posto preparato per me”, qui e ora, perché possa muovermi anche verso me stesso, conoscermi e decidermi di diventare persona sempre più umana. È solo abbassandosi verso l’altro che ritroviamo noi stessi, comprendiamo il mistero di Dio dentro di noi. E, insieme, come fratelli e sorelle, ci apriamo verso tutto ciò che è creato per condividerlo e ringraziare.

☀ Se manca uno solo di questi sguardi/movimenti siamo come “monchi”, incompleti. La vicinanza di Gesù nella mia vita non la posso trovare in un solo movimento. Gesù lo sperimentiamo presente nell’armonia di questi movimenti, nel loro arricchimento reciproco.

☀ Non importa se i movimenti sono ancora impacciati, impauriti; non importa se siamo ancora increduli e duri di cuore [cf. Mc 16,14]: a tutti Gesù dice «andate!.» Un passo per volta, con umiltà, perchè la via l’ha aperta Gesù, e sempre la riapre.

Con Francesco d’Assisi

San Francesco è stato certamente uomo di movimento. Di lui scrivono che «non si disimpegnava mai dal praticare il bene […]. O saliva verso Dio o discendeva verso il prossimo». Con grande accortezza gestiva il suo tempo: «parte ne spendeva nelle fatiche apostoliche per il suo prossimo, parte ne dedicava alla tranquillità e alle estasi della contemplazione [FF 1222]. Aveva capito bene la reciprocità fra la conoscenza della gratuità di Dio e la conoscenza profonda di se stesso [FF 1915]: due movimenti interiori necessari per trovare risposta alla domanda «cosa vuoi che io faccia?» [FF 587] e così, nella libertà e nella lode, restituire ogni dono [FF 49], muoversi fuori di sè, perdersi per ritrovarsi.

 

In ogni opera loda l’Artefice; tutto ciò che trovi nelle creature riferiscilo al Creatore.
Attraverso le orme, impresse nella natura, segui ovunque il Diletto e fatti scala di ogni cosa per giungere al suo trono
[cf. San Francesco, FF 750]

 

Come, i segni di vicinanza che compio, annunciano la «buona notizia»?

 

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