Lascialo ancora

Lascialo ancora

Sabato XXIX Settimana del Tempo Ordinario
Rm 8,1-11   Sal 23   Lc 13,1-9

Perché oggi Gesù ci scuote energicamente con questa esortazione a convertirci? Perché spesso siamo come il fico sterile che sottrae al terreno energie preziose, ma resta chiuso su di sé e gretto, egoista e sterile. Se fosse per il padrone, il fico inutile sarebbe già tagliato e morto. Ma il Signore è il vignaiolo paziente che, invece di abbandonarci alla morte, si prende ancor più cura di noi, zappa attorno, concima… perché vuole, a tutti i costi, che abbiamo la vita. Infatti, se lo Spirito abita in noi, colui che ha risuscitato Cristo darà la vita anche ai nostri corpi mortali. Se lo Spirito è in noi, se la nostra vita spirituale è viva e autentica, il Signore farà tornare la vita anche dove c’è il peccato, anche dove ci sono i nostri egoismi, i ripiegamenti, le sterilità, anche dove sembra impossibile. Ha bisogno però della nostra fiducia.

Signore, le tue grazie si rinnovano ogni mattina, facci ritornare a te Signore, e noi ritorneremo

Dalle Lodi di Dio Altissimo [FF 261] Tu sei santo, Signore solo Dio, che compi meraviglie […].
Tu sei amore e carità, Tu sei sapienza,
Tu sei umiltà, Tu sei pazienza,
Tu sei bellezza, Tu sei sicurezza, Tu sei quiete.
Tu sei gaudio e letizia, Tu sei la nostra speranza,
Tu sei giustizia e temperanza,
Tu sei tutto, ricchezza nostra a sufficienza.

La Parola del Giorno