Paura di perdere

Paura di perdere

Mercoledì XXXII Settimana del Tempo ordinario
Sap 6,1-11     Sal 81    Lc 17,11-19
San Leone Magno papa

Nel Vangelo, il villaggio spesso rappresenta il luogo della consuetudine, della solita vita, abitudini e sicurezze che ci lasciano tranquilli. Gesù invece vuole scomodarci! Vuole liberarci dalle nostre piccole o grandi “lebbre” che ci tengono lontani da Lui. Desidera avvicinarsi e rilanciarci continuamente verso una novità di verità e di amore. Ma quanta fatica da parte nostra, quante resistenze a lasciarci scomodare! Spesso capita di trattenere le nostre consuetudini comode, i nostri attaccamenti disordinati. Gesù, dopo l’incontro con i lebbrosi, non è offeso dall’ingratitudine, quanto piuttosto meravigliato dall’indifferenza. Gli uomini guariti ritornano alla normalità, come niente fosse. Non si accorgono della misericordia di Dio che si è fatta loro vicino. Se non uno: il samaritano. Gli stranieri, infatti, come i poveri, gli ultimi, sono più inclini ad accorgersi della bontà, del dono, della gratuità, perché non hanno nulla da difendere. E noi, nell’incontro con il Signore Gesù, cosa abbiamo paura di perdere?

Grazie Padre perché, nel tuo Figlio Gesù, apparvero la bontà e l’amore che Tu hai per noi.

Dal Libro delle Cronache [FF 2158] I frati, come sentirono del ritorno di Francesco, con sollecitudine, desiderio grande e immensa gioia del cuore vanno da lui, rendono grazie a Dio e, gettandoglisi davanti, abbracciano i piedi del pastore da tanto desiderato. Egli si dà a rincuorare i pusillanimi, consola gli afflitti, corregge i facinorosi, rimprovera la colpa di quelli che avevano disperso il gregge, rappacifica con carità dispersi e dispersori, rianima e infiamma tutti, esortandoli e rassicurandoli a sostenere con gioia, per Cristo e l’osservanza della Regola, non solo le cose lievi, ma anche le aspre, perfino la morte.

La Parola del Giorno