Comandamento per donare la vita 

Comandamento per donare la vita 

Venerdì V Settimana di Pasqua
At 15,22-31 Sal 56 Gv 15,12-17 

La più grande libertà la possiamo vivere nella fede. Il Signore ci attira a sé con legami di bontà e non con la costrizione. Ecco allora che le Sue parole ci preparano a stare nel dono ricevuto. Parole chiare quelle del Signore: Vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi. Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi. Lui ci chiama amici per farci capire quale amore ha per noi, ci fa regali, come si fa tra amici. Ci viene chiesto ti dimenticarci del desiderio di protagonismo perché siamo scelti. Se sperimentiamo questo non possiamo non restituire, passo dopo passo, ciò che capiamo, nello Spirito Santo, di questo Amore unico ed eterno. Siamo invitati cioè a dare una risposta responsabile, è una presa di consapevolezza del dono che abbiamo ricevuto. Qui sì siamo noi a scegliere.

Signore Gesù, grazie della tua amicizia!

Dalla Vita seconda di Tommaso da Celano [FF 682] 

Quando pregava nelle selve e in luoghi solitari, riempiva i boschi di gemiti, bagnava la terra di lacrime, si batteva con la mano il petto; e lì, quasi approfittando di un luogo più intimo e riservato, dialogava spesso ad alta voce col suo Signore: rendeva conto al Giudice, supplicava il Padre, parlava all’Amico, scherzava amabilmente con lo Sposo. E in realtà, per offrire a Dio in molteplice olocausto tutte le fibre del cuore, considerava sotto diversi aspetti Colui che è sommamente Uno.

Parola del Giorno