“In verità, in verità vi dico: se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto” (Gv 12,24)
Mettere sempre al primo posto il bene dell’altro, anche quando questo è “malvagio”, anche se avvertiamo questo come un faticoso “perdere”. Questa è la giustizia che ci chiede Gesù, è l’obbedienza e la fedeltà richiesta ai suoi discepoli. È la giustizia che Gesù ha vissuto fino alla fine, fino alla Croce ed è la giustizia possibile, solo se si accoglie la grazia di Dio. Rimanere fedeli alla volontà di Dio, mettere il bene dell’altro prima del proprio, spesso vuole dire sostenere una lotta. Comprendiamo meglio, allora, le parole di Paolo: viviamo “come puniti ma non uccisi; afflitti ma sempre lieti; poveri, ma capaci di arricchire molti; gente che non ha nulla e invece possediamo tutto”. Questa è la giustizia che il Signore ha vissuto per primo, che ci ha rivelato, che ci fa partecipi della vittoria di Dio sul male e sulla morte.
Dall’Orazione sul Padre Nostro [FF 273]
Quello che noi non rimettiamo pienamente, tu, Signore, fa’ che pienamente perdoniamo, cosicché, per amor tuo, amiamo sinceramente i nemici e devotamente intercediamo per loro presso di te, non rendendo a nessuno male per male e impegnandoci in te ad essere di giovamento in ogni cosa.



















