1 Cor 8,1b-7.11-13 Sal 138 Lc 6,27-38
“Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla” (Lc 6,32)
Alle quattro “beatitudini” e i quattro “guai” del brano precedente, seguono quattro imperativi che declinano l’idea dell’amore al nemico. Sono quattro comandi: «amate», «fate del bene», «benedite», «pregate», rivolti a quello stesso «voi» destinatario delle beatitudini. Gesù invita a opporre all’ostilità altrui il contrario, spezzando il principio di reciprocità. Porgere l’altra guancia non è semplicemente una reazione passiva, ma provocatoria, un gesto profetico che rifiuta l’agire per un ritorno, un interesse personale. Il discepolo è invitato ad elevare le relazioni al di sopra e al di là della personale gratificazione. Ha infatti come unico modello ed esempio il Signore Gesù Cristo, in virtù del quale – dice Paolo – esistono tutte le cose e grazie al quale noi esistiamo.
Dalle Ammonizioni [FF 158]
Dice il Signore: “Amate i vostri nemici [e fate del bene a quelli che vi odiano, e pregate per quelli che vi perseguitano e vi calunniano]”. Infatti, veramente ama il suo nemico colui che non si duole per l’ingiuria che quegli gli fa, ma brucia nel suo intimo, per l’amore di Dio, a motivo del peccato dell’anima di lui. E gli dimostri con le opere il suo amore.



















