Dn 7,9-10.13-14 Sal 137 Gv 1,47-51
Santi Arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele, festa
Oggi la liturgia ci ricorda la presenza degli angeli o, meglio, il servizio che gli angeli offrono al Figlio dell’uomo e a ciascuno di noi. Dalla profezia di Daniele ascoltiamo che “mille migliaia lo servivano e diecimila miriadi lo assistevano”. È bello sapere che esistono tantissime creature così intime a Dio da poter essere suoi servitori, e che si mettono a servizio di altri. Come Natanaele, noi viviamo la vita con le sue sfide, spesso con impegno e generosità, altre volte con dubbi e paure. Ma gli angeli sono presenti nelle nostre vicende, spesso senza che ne abbiamo piena coscienza. Dio li mette al nostro servizio perché abbiamo un senso più profondo della Sua santità e, al contempo, una grande fiducia, perché loro vedono la Sua gloria e sono nostri amici. Quando, come è stato per Natanaele, riconosciamo la divinità di Gesù e la cerchiamo con tutto noi stessi, ci viene data la promessa della vita interamente condivisa con Dio. Ce lo ricordano gli angeli che scendono e salgono davanti a Dio: il cielo è aperto sulla terra, non dobbiamo temere. Il Signore vuole fare con noi cose grandi e, se lo vogliamo, non mancherà mai il suo aiuto.
Dalla vita Prima di Tommaso da Celano [FF 519]
Sia benedetto e glorificato Dio, unico e sapiente, che rinnova i suoi miracoli per confortare i deboli e mediante le meraviglie visibili conquistarne gli animi all’amore di quelle invisibili! O meravigliosa e amorosa disposizione divina, che per fugare ogni dubbio sulla novità del prodigio, ha compiuto prima con infinita misericordia in Colui che venne dal cielo quello che poi avrebbe realizzato nell’uomo della terra! E veramente il padre della misericordia (2Cor 1,3) ha voluto mostrare di qual premio sia degno colui che si sarà impegnato ad amarlo con tutto il cuore: essere cioè accolto tra le schiere più elette e vicine a Dio, quelle degli angeli.



















