“Soprattutto conservate tra voi una grande carità, perché la carità copre una moltitudine di peccati” (1Pt 4,8)
San Paolo si rivolge ai Galati: è amareggiato che quei cristiani che avevano conosciuto e accolto la verità di Cristo, si lascino attrarre ancora da una logica ingannevole, passando dall’azione liberante dello Spirito al «giogo della schiavitù». Il fariseo del vangelo che ospita Gesù si scontra con lui su una questione importante. Lavare le mani prima dei pasti serviva ad eliminare qualsiasi impurità rituale, cioè a liberarsi da una condizione incompatibile con le cose sacre. Gesù trasgredisce e crea tensione, ma anche l’occasione per un annuncio di verità. Alla purità esteriore, cui i farisei tendono all’eccesso, Gesù oppone la libertà e la purezza del cuore. Dio, che infatti ha fatto l’esterno, ha fatto anche l’interno... La preoccupazione degli sguardi umani è inutile se non si cura la purezza interiore. Gesù, come via per questa cura, propone la logica della gratuità, del dono generoso, disinteressato: il perdere la vita per amore, come Gesù, ci purifica e ci semplifica.
Dal Sacrum Commercium[FF 1962]
Perciò il beato Francesco, come vero imitatore e discepolo del Salvatore, agli inizi della sua conversione si diede con grande amore alla ricerca della santa Povertà, desideroso di trovarla e del tutto deliberato a farla sua, senza temere né avversità né pericoli, non ricusando fatiche né schivando disagi corporali, nella speranza di poter finalmente giungere fino a colei, alla quale il Signore ha consegnato le chiavi del Regno dei cieli.


















