“Tutto è compiuto”

“Tutto è compiuto”

Venerdì Santo
Is 52,13-53,12      Sal 30    Eb 4,14-16; 5,7-9      Gv 18,1-19,42

Abbiamo ascoltato più volte, dal Vangelo di Giovanni, che la sofferenza e la morte sono “per la gloria di Dio”. Ora, sono la sofferenza e la morte di Gesù a dare gloria al Padre. Gesù è il paziente che, per salvare le sue pecore, sopporta la passione sulla croce. “Pur essendo Figlio, imparò l’obbedienza da ciò che patì e, reso perfetto, divenne causa di salvezza eterna per tutti coloro che gli obbediscono”. Quello sulla croce è il momento più alto e pubblico della Rivelazione. La croce è la risposta di Dio al rifiuto del mondo: una risposta d’amore che, proprio di fronte al rifiuto, manifesta la sua profondità e la sua ostinazione (B. Maggioni). Sulla croce Gesù può dire “Tutto è compiuto”. È compiuta l’opera del Padre per mezzo di Lui. È compiuto l’amore totale donato nella Sua obbedienza al progetto del Padre. E sono compiute le Scritture. In questo mistero sono salvati per l’eternità tutti coloro che obbediscono al Signore. Coloro che tendono l’orecchio e ascoltano le sue Parole. Coloro che confidano nel perdono, che si lasciano abitare da Lui e che, pazientemente, rendono testimonianza.

Ricordati, Padre, della tua misericordia; santifica e proteggi sempre questa tua famiglia, per la quale Cristo, tuo Figlio, inaugurò nel suo sangue il mistero pasquale (dalla Liturgia).

Dalle Ammonizioni [FF 155]
Guardiamo con attenzione, fratelli tutti, il buon pastore che per salvare le sue pecore sostenne la passione della croce. Le pecore del Signore l’hanno seguito nella tribolazione e persecuzione, nell’ignominia e nella fame nella infermità e nella tentazione e in altre simili cose; e ne hanno ricevuto in cambio dal Signore la vita eterna. Perciò è grande vergogna per noi servi di Dio, che i santi abbiano compiuto queste opere e noi vogliamo ricevere gloria e onore con il semplice raccontarle!

La Parola del Giorno