Credere e non temere

Credere e non temere

Venerdì IV Settimana di Pasqua
At 13,26-33       Sal 2        Gv 14,1-6

Siamo nel contesto dell’Ultima Cena, Gesù ha annunciato il comandamento dell’Amore, ma il pensiero degli apostoli è fisso sulla sua partenza. Sono tristi, avviliti … Il tema dell’amore riesce ad attirare la loro attenzione solo se rassicurati. Così Gesù li rincuora e li richiama alla fede. Credere per non temere: questa è la questione centrale! Anche San Giovanni lo capirà poi, quando vedrà, conoscerà il volto del Signore nella Sua completa manifestazione nella Resurrezione. Dirà nella sua prima lettera: “Nell’amore non c’è timore, al contrario l’amore perfetto scaccia il timore” (1Gv 4,18). È lo Spirito del Risorto che scaccia il timore di rimanere soli e perciò anche la tristezza. È lo Spirito del Risorto che dona una forza mai conosciuta prima: con le Sue sorprese mi fa camminare e avanzare sulla via che è proprio per me. È la via che mi conduce, già in questa vita, al Padre delle misericordie!

Signore Gesù, crediamo in Te! Tu sei la via, la verità e la vita.

Dalla seconda Lettera di Chiara ad Agnese di Praga [FF 2875] Memore del tuo proposito, come un’altra Rachele, tieni sempre davanti agli occhi il punto di partenza.
I risultati raggiunti, conservali; ciò che fai, fallo bene; non arrestarti; ma anzi, con corso veloce e passo leggero, con piede sicuro, che neppure alla polvere permette di ritardarne l’andare, avanza confidente e lieta nella via della beatitudine che ti sei assicurata.

 

La Parola del Giorno