Cercando il Re dei re

Mercoledì 6 gennaio, Epifania del Signore
Is 60,1-6   Sal 71    Ef 3,2-3a.5-6   Mt 2,1-12
Solennità

I Magi – dicono i documenti storici e la tradizione – sono dei re dell’Oriente. A differenza di Erode, non temono che questo re offuschi la loro grandezza e regalità. Tutt’altro… Sanno che incontrarlo darà loro una gioia indicibile, e forse significato nuovo alla loro regalità. Per questo sono determinati a compiere il lungo viaggio, ad affrontarne i rischi. In loro c’è coraggio, umiltà, fiducia. Sono modelli per il nostro cammino. Procedono infatti di segno in segno, di luce in luce. Chiedono, riflettono, guardano, scrutano le stelle, ma soprattutto il volere di Dio e la realtà che stanno vivendo. Senza scoraggiarsi cercano di capire, usano tutte le situazioni – anche i segni “cattivi” come Erode! – per arrivare a Gesù, per arrivare alla gioia vera. Anche per noi ci sono tanti segni eloquenti quando procediamo con umiltà e fiducia: sono la Parola di Dio, i sacramenti della Chiesa, la realtà attorno a noi, le parole di chi ci guida e ci consiglia. Il Signore stesso, che desidera tanto incontrarci, ci traccia la strada. Mette sul nostro cammino le “stelle” che ci accompagnano, perché arriviamo a contemplarlo e scoprire, nella tenerezza di un bambino, la potenza del Re dei re.

“Cammineranno le genti alla tua luce, i re allo splendore del tuo sorgere… e proclamando le glorie del Signore”.

Dalla Regola non bollata [FF 68]

E tutti coloro che vogliono servire al Signore Iddio nella santa Chiesa (…) tutti i fanciulli e i piccoli, i poveri e gli indigenti, i re e i principi, i lavoratori e i contadini, i servi e i padroni, tutte le vergini e le continenti e le maritate, i laici,  uomini e donne, tutti i bambini, gli adolescenti, i giovani e i vecchi, i sani e gli ammalati (…) tutte le nazioni e tutti gli uomini d’ogni parte della terra, che sono e che saranno, noi tutti frati minori, servi inutili, umilmente preghiamo e supplichiamo perché tutti perseveriamo nella vera fede e nella penitenza, poiché nessuno può salvarsi in altro modo.

Parola del Giorno