“La luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce” Gv 3,19
Gesù parla di sé come Figlio unigenito attraverso il quale Dio rivela il suo progetto di salvezza. Proprio questo è credere nel suo nome – Gesù – che significa Dio salva, Dio è salvezza. Dio non condanna, ma viene come luce e la luce semplicemente rivela ciò che resta oscuro perché abitato dal male. Accogliere la luce significa accettare la fatica di riconoscere il male, e anche accettare il dolore che, come una purificazione, la luce provoca agli occhi abituati al buio. Ma chi accetta la verità, chi si lascia attrarre da ciò che è vero, luminoso, senza spaventarsi delle proprie tenebre, va verso la luce, verso Dio. Proprio come il cammino compiuto da Nicodemo.
Dalla Vita seconda di Tommaso da Celano [FF 640]
L’intelletto [di Francesco] libero dalla nebbia densa delle cose terrene e non più soggetto alle lusinghe della carne, saliva leggero alle altezze celesti e si immergeva puro nella luce. Irradiato in tal modo dallo splendore della luce eterna, attingeva dalla Parola increata ciò che riecheggiava nelle parole […]. Se invece assieme alle mani, innalzassimo i nostri cuori al cielo, se stabilissimo la nostra dimora nei beni eterni, verremmo forse a conoscere ciò che ignoriamo: Dio e noi stessi.


















