«Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo» (Mt 28,20)
Durante il suo cammino verso Gerusalemme, Gesù fa luce sul kairós, il tempo opportuno, l’ “ora” della salvezza. Nel tempo e nella storia Gesù si è incarnato ponendo la sua tenda in mezzo agli uomini (cfr. Gv 1,14). Questa sua presenza nella carne determina una divisione, richiede una lotta personale, domanda una decisione. Il suo discorso è serio, ma nasconde anche un po’ di ironia. Dice ai suoi ascoltatori che sono molto abili e sicuri di sé nel prevedere cambiamenti, valutare le situazioni. Sono pronti, competenti, subito dicono… È un’osservazione che provoca il nostro mondo sempre pronto, veloce, efficiente. Gesù ci chiede la stessa prontezza ed efficienza nell’accogliere il segno più grande: la sua presenza nel mondo. Nelle sue parole c’è un invito a non lasciarci sfuggire la preziosità del nostro kairós come incontro d’amore, l’oggi della nostra adesione a Dio.
Dalla prima Lettera ai custodi [FF 240]
A tutti i custodi dei frati minori ai quali giungerà questa lettera, frate Francesco, vostro servo e piccolo nel Signore Iddio, augura salute con nuovi segni del cielo e della terra, segni che sono grandi e straordinari presso il Signore e sono invece ritenuti in nessun conto da molti religiosi e da altri uomini.

















