Gesù vuole far capire alla folla che lo ascolta che la sofferenza dell’uomo non è mai una punizione di Dio. Questa convinzione era molto diffusa nella mentalità del tempo, soprattutto nei casi di morti improvvise, durante le calamità. Ecco perché l’invito di Gesù alla conversione è così accorato. L’incontro autentico con il volto di Dio Padre dà uno sguardo nuovo anche sui fatti della vita. Nella parabola del fico sterile emerge in modo sorprendente l’infinita misericordia di Dio, che è giustizia, verità e soprattutto pazienza. Per un agricoltore è normale disfarsi di una pianta che, dopo tanto tempo, continua a non dar frutto. Ed è insolito rassodare il terreno attorno ad un albero di fichi, così come mettervi del concime. L’insistenza, la tenacia, la pazienza del vignaiolo ci danno la misura dell’amore del Padre. Il Figlio Gesù certamente ci invita ad accostarci alla dolcezza della sua misericordia. Ma anche a fare presto, considerando che ci è dato in dono un tempo per scegliere e decidere.
Dal Testamento di Santa Chiara [FF 2823]
Tra gli altri benefici, che ricevemmo e ogni giorno riceviamo dal nostro Donatore, il Padre delle misericordie, per i quali dobbiamo maggiormente rendere grazie allo stesso glorioso Padre, c’è la nostra vocazione: e quanto più è grande e perfetta tanto più a lui siamo obbligate. Perciò l’apostolo dice: «Conosci la tua vocazione».

















