Tendere l’orecchio

Giovedì III Settimana del Tempo Ordinario
Eb 10,19-25        Sal 23        Mc 4,21-25
San Tommaso d’Aquino, sacerdote e dottore della Chiesa

Gesù continua a parlare con i suoi discepoli, dopo aver spiegato la Parabola del seminatore. Ci incoraggia ad andare in profondità, perché la Parola, come luce, diventi guida della nostra vita. A chi accoglie la Parola, che è luce, e la pone sul candeliere, viene illuminata la sua stessa vita e diviene strumento per la vita di altri. Accogliere è ascoltare il Vangelo. È promesso un di più a chi tende l’orecchio: “Se uno ha orecchi per ascoltare, ascolti! […] a chi ha, sarà dato; ma a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha” (Mc 4,25). Il verbo “avere” viene usato qui come avere terra profonda, avere radice, avere orecchi … È in fondo la capacità di ricevere per donare. Alleniamoci nel fare silenzio in noi, tendiamo l’orecchio, allarghiamo gli spazi della nostra interiorità per edificarci reciprocamente nell’Amore.

San Tommaso d’Aquino interceda per noi perché possiamo appassionarci sempre più alla conoscenza di Te, Signore.

Dalla lettera a tutto l’Ordine [FF 216] Ascoltate, figli del Signore e fratelli miei, e prestate orecchio alle mie parole. Inclinate l’orecchio del vostro cuore e obbedite alla voce del Figlio di Dio. Osservate con tutto il vostro cuore i suoi precetti e adempite perfettamente i suoi consigli.